Episodio 7

Corto 7

Trama

Il tramonto tinge di arancio le strade del Pigneto. La movida chiama e non c’è tempo per scoprire tutto su Pasolini. Seduti al tavolino, in videochiamata con la sua gemella Vera, Luce e il Signor Pietro sanno di essere giunti al termine di una giornata magica. Ci sarebbe da scattare una foto ma il tempo si dilata tra le mani di Luce che perde l’attimo. Poco male. Dopo tutto, il suo viaggio è appena iniziato.

Punti d'interesse

Pigneto

Punti d'interesse

Pigneto

Pigneto - Pasolini
Pigneto - Murales

Collocato nel quadrante est della città, il Pigneto è un’area urbana del Municipio Roma V, leggibile “a triangolo” tra Porta Maggiore, largo Preneste e piazza della Marranella.
In una descrizione più ampia, il quartiere si estende a partire da piazzale Labicano tra via Prenestina, via Casilina e via dell’Acqua Bullicante.
Il Pigneto è un’area urbana “di margine” solo in apparenza, perché negli ultimi decenni è diventato uno dei luoghi più riconoscibili della Roma contemporanea, capace di tenere insieme memoria popolare, trasformazioni urbane, cultura e creatività.

Il nome è legato alla presenza di una lunga fila di pini, piantati dalla famiglia Caballini lungo il muro della settecentesca Villa Serventi: da qui “Pigneto”.
L’impronta popolare del Pigneto è antica: il quartiere nasce intorno al 1870 su un paesaggio fatto di orti, ville e vigne, già presenti almeno dal Settecento.
Questa crescita “per addensamento” (strade, case basse, tessuto abitativo minuto) è una delle ragioni per cui il Pigneto viene spesso percepito come un quartiere con un’identità forte e riconoscibile: una Roma costruita nel tempo, per strati.

Il Pigneto è stato un quartiere giovane ma attivamente antifascista e che subì i bombardamenti alleati del 1943 e del 1944.
Nel dopoguerra, come molte aree della cintura interna di Roma, il Pigneto si è progressivamente densificato e ha cambiato volto: ma ha mantenuto una dimensione di prossimità molto forte (strade, piazze, percorsi “a piedi”) che ancora oggi ne determina il carattere.

Il Pigneto è spesso descritto come un “set naturale”: il quartiere è strettamente legato al cinema Neorealista di “Roma città aperta” (1945) di Roberto Rossellini, nonché all’ “Accattone” di Pier Paolo Pasolini.
Uno dei punti focali del quartiere è via del Pigneto, pedonalizzata dal 2015, la spina che concentra passeggio, locali e vita serale.

Al Pigneto la street art è diventata parte del paesaggio quotidiano e, insieme a cinema e vita di quartiere, contribuisce a definire l’identità contemporanea della zona. Murales e interventi su serrande, facciate e muri di passaggio trasformano strade e piazze in un percorso a cielo aperto, in cui convivono opere monumentali e lavori più piccoli, spesso legati a temi sociali, memoria urbana e narrazione popolare. Il risultato è un quartiere che si legge anche attraverso le immagini: camminando tra vie interne e assi principali, le opere creano punti di orientamento, accendono angoli marginali e favoriscono una fruizione lenta, “da passeggiata”, invitando a osservare dettagli, stratificazioni e cambiamenti della città.